FAQ

ID 192: Il Biofosfato è un prodotto formulato?

Sì, il Biofosfato è unprodotto di base con un alto contenuto di fosforo e calcio. Per ampliare le aree di applicazione, il prodotto viene formulato in un BIO-NPK-C attraverso qualsiasi configurazione di biofertilizzante composto, includendo quelli fermentati allo stato solido e viene inoltre formulato con ceppi di microrganismi benefici del suolo. Il nome commerciale del prodotto dopo tale formulazione è PROTECTOR, che è un prodotto commerciale autorizzato dall'autorità UE dello Stato Membro (Ungheria)..

 

 

ID 192: Qualche dato su costi e benefici dei prodotti Biofosfato?

Il Biofosfato è un fertilizzante organico con il prezzo maggiormente competitivo sul mercato (costi totali/benefici) dei fertilizzanti organici in qualsiasi condizione climatica e tipologia di suolo destinato in UE, USA, Australia e Giappone.

ID192: Esistono possibili applicazioni alternative dei fertilizzanti a base di Biofosfato?

Sì, questo è un adsorbente macroporoso ad alta efficienza per il trattamento dell'acqua e anche per altre applicazioni industriali.

 

 

ID192: I fertilizzanti a base di struvite o fosfato minerale sono concorrenziali al Biofosfato sul mercato?

No. I prodotti a base di struvite e fosfati minerali sono trattati chimicamente e non sono fertilizzanti organici. La struvite estratta dalle acque reflue può contenere residui di sostanze farmaceutiche o illecite e contaminazioni patogene, addirittura anche frammenti genici del virus Covid-19 sono stati trovati nelle acque reflue che entrano nella rete fognaria. Il fosfato minerale trattato chemiosinteticamente contiene invece cadmio e uranio. Al contrario, i prodotti Biofosfato sono puri e naturali, non trattati chimicamente, sicuri al 100% e contengono solo materiali naturali.

 

 

ID192: Perché si vuole evitare di utilizzare farina di ossa a contenuto proteico nei mangimi per il bestiame e nei fertilizzanti?

Nonostante i sottoprodotti della filiera animale (farina di ossa/polvere di ossa, MBM, PAP) siano prodotti sterili  al momento della loro produzione, come per qualsiasi materiale a contenuto proteico, c'è un rischio molto elevato di ricontaminazione e contaminazione incrociata durante il loro utilizzo.  Poiché i sottoprodotti animali sono a base di proteine ​​dei mammiferi, i patogeni umani e animali rappresentano il principale potenziale di rischio. Mentre i prodotti sono sterili appena vengono prodotti, la ricontaminazione può verificarsi ovunque lungo il percorso fino al momento di utilizzo. Le industrie che trattano i rifiuti animali prendono molte precauzioni per prevenire la ricontaminazione mentre il materiale è in loro possesso, ma non hanno alcun controllo sul loro prodotto una volta che lascia la propria struttura. Sebbene il normale trattamento termico > 133°C per 20 minuti a 3 bar di pressione possa essere sufficiente per sterilizzare la farina d'ossa di categoria 3, dopo che il materiale ha lasciato la fabbrica il  la ricontaminazione e la contaminaione incrociata costituiscono un rischio incombente. L'UE vieta l'uso di sottoprodotti  animali per soddisfare i fabbisogni degli allevamenti. Per quanto riguarda l'utilizzo di farina di ossa grezze per la fecondazione diretta in ambiente aperto in vivo, vi è un alto rischio di contaminazione incrociata e ricontaminazione di patogeni umani e animali. Pertanto, nel caso del recupero del fosforo da qualsiasi prodotto osseo, solo il processo di carbonizzazione a valore aggiunto a una temperatura interna del materiale <850°C fornisce una soluzione del tutto sicura. Una corretta carbonizzazione delle ossa offre opportunità tecniche di gran lunga migliori per la valorizzazione del prodotto rispetto all'uso altamente rischioso della farina di ossa grezza per qualsiasi applicazione in vivo.

Il principio di responsabilità del produttore: i produttori hanno la piena responsabilità per i casi di contaminazione incrociata e ricontaminazione di malattie da sottoprodotti animali ("i fabbricanti di prodotti sono responsabili dell'impatto ambientale dei loro prodotti durante il ciclo di vita dei prodotti, inclusi gli impatti a monte inerenti alla selezione dei materiali per i prodotti, gli impatti dei produttori, il processo di produzione stesso e gli impatti a valle durante l'uso e lo smaltimento dei prodotti).

 

 

ID292: Quante aziende agricole possono cooperare per il compostaggio agricolo?

La legislazione non è ancora pronta, ma saranno 3 aziende agricole (nelle Fiandre, in Belgio).

ID292: Quanto spesso va rivoltato il compost?

Questo dipende dalle misurazioni di ossigeno e temperatura.

 

 

ID292: In che rapporto vengono immessi rifiuti verdi e marroni?

40-50% scarti verdi, 50-60% marroni

ID192: Perché i prodotti Bio-Phosphate si distinguono per un contenuto così elevato di P2O5 disponibile?

Sul nostro pianeta il fosforo ad alta concentrazione in natura può essere trovato solo a partire da un minerale chiamato ”apatite”, che ha due forme naturali:

1) APATITE MINERALE ESTRATTA è una roccia minerale fosfatica. Si tratta di una materia prima critica non rinnovabile (formata in milioni di anni) e che contiene naturalmente alti livelli di cadmio, uranio e altre sostanze chimiche tossiche. Oggi la roccia fosfatica estratta è l'unica fonte commerciale significativa di fosforo utilizzata per produrre fertilizzanti chemiosintetici. Il processo per convertire il minerale in un prodotto fertilizzante fosfatico avviene tramite estrazione chimica con un acido. I fertilizzanti fosfatici prodotti dalla roccia fosfatica rappresentano un rischio per la salute umana e per l'ambiente.

2) APATITE DA OSSA. Si tratta di una materia prima da biomassa non sfruttata e rinnovabile con un alto contenuto di fosfato bicalcico. Le ossa dei bovini per uso alimentare sono pure e prive di contaminazioni organiche e inorganiche e risultano disponibili in scala industriale ed economicamente interessante. La tecnologia di pirolisi a emissioni zero 3R tratta ossa bovine di grado alimentare fino a una temperatura interna del materiale di 850ºC in assenza di ossigeno. Il prodotto finale è il biofosfato (biochar di ossa animali) che è un fertilizzante di recupero puro e sicuro per l'ambiente.

Poiché entrambi i materiali sono sostanze dello stesso gruppo di apatite, la concentrazione standard di P è alta ed è > 30% - 36% P2O5 in entrambi i casi. Tutti i prodotti a base di fosfato sono materie prime fondamentali secondo il Regolamento UE (2020) 474.

 

 

ID270, ID272 e ID280: Occorre procurarsi il compost autonomamente?

La maggior parte dei produttori di compost è in grado di consegnarle il compost in modo legale.

ID270, ID272 e ID280: E’ possibile applicare compost e digestato in agricoltura biologica?

Il compost verde è consentito in agricoltura biologica, mentre il digestato non ancora. Ma ci sono novità in corso (con restrizioni riguardanti le materie prime).

ID270, ID272 e ID280: quando è meglio applicare il compost (per contenere il rischio di lisciviazione)?

Il compost agisce lentamente, quindi presenta un basso rischio di lisciviazione. Ma ci sono restrizioni a seconda dei regolamenti.

ID270, ID272 e ID280: applicazione del compost: cosa cambia se in 3 anni si applicano 50 tonnellate in una volta sola o 25 tonnellate per due volte?

Non fa molta differenza.

 

 

ID292: Come si può ridurre il costo del compostaggio agricolo?

Non c’è bisogno di un pavimento impermeabile, può noleggiare o condividere con altre aziende un rivolta cumuli, può utilizzare tutto il suo materiale marrone o quello in eccesso per limitarne il monitoraggio e la necessità di essere rivoltato (compostaggio statico).

ID295 e ID296: esiste la possibilità di aumentare la concentrazione del nitrato di ammonio liquido?

Non in questo momento poiché ci sono problemi con la cristallizzazione.

ID295 e ID296: qual è il pH del nitrato ammonico?

Il pH è 6.

ID295 e ID296: il nitrato ammonico ottenuto è sempre liquido?

Sì. Ciò è positivo poiché la maggior parte degli agricoltori può distribuirlo nei propri appezzamenti.

ID295: In quale fase fenologica sono stati applicati i fertilizzanti in occassione della prova di campo su mais?

Alla semina.

ID295: Perché la concentrazione di azoto in NH4NO3 è del 10-18%? Può essere prodotto a concentrazioni più elevate (o in forma solida)?

La concentrazione di N nel prodotto dipende dalle impostazioni di sistema. È difficile produrre un fertilizzante che presenti una concentrazione di azoto più elevata. Inoltre, il rischio di produzione aumenta con concentrazioni più elevate.

 

 

 

ID295: Come si applica il solfato ammonico?

Ci sarà meno rischio di volatilizzazione (rispetto a NH4NO3) poiché le concentrazioni di NH4 sono inferiori. Quindi l'applicazione tramite tubi flessibili di trascinamento è un'opzione.

ID295: Il nitrato ammonico è disponibile esclusivamente in forma liquida?

Sì. La maggior parte degli agricoltori è attrezzata per poter applicare fertilizzanti liquidi.

 

 

 

I fertilizzanti conformi ai criteri RENURE saranno posti sullo stesso piano dei fertilizzanti chimici. Ciò consentirà di applicare fertilizzanti di recupero a dosaggi superiori ai 170 kg/ha. Cosa succederà in agricoltura biologica?

L’UE sta preparando la legislazione RENURE al fine di stabilire i criteri per i fertilizzanti di recupero. Il fatto che questi prodotti abbiano una concentrazione inferiore rispetto ai fertilizzanti chimici è uno svantaggio. Ciò comporta problemi pratici: ad esempio l'applicazione deve essere ripetuta, il che significa una maggiore frequenza di utilizzo delle macchine sul campo con rischio di danni al suolo. Inoltre, qualora si renda necessaria più di un’applicazione, ciò richiede tempo.

 

 

 

ID296: How do you reduce the energy required for the biological treatment when recovering the N from the liquid fraction? What energy do you need for the recovery?

N-recovery process: Energy for heating the liquid fraction up till 40°C, 70°C; energy for pumping

ID296: Recupero di N dalla frazione liquida dopo la separazione dal letame

FASE 1 Volatilizzazione dell'ammoniaca aumentando il pH

FASE 2 Lavaggio dell'aria contenente NH3 con acido nitrico o acido solforico per produrre un fertilizzante liquido a base di nitrato o solfato ammonico