FAQ

ID292: È davvero necessario coprire i cumuli/andane di compost?

È possibile anche fare il compostaggio senza copertura, ma le nostre prove dimostrano che le perdite di nutrienti sono ridotte al minimo coprendo i cumuli e/o le andane.

ID292: Quante volte devi rivoltare il compost durante il processo di compostaggio?

Dipende dalla temperatura, dall'ossigeno e dalla concentrazione di CO2 misurate. È importante controllare questi parametri per ottenere un compost di buona qualità. Se la temperatura o la concentrazione di CO2 sono troppo alte, si consiglia vivamente di rivoltarlo. Questa strategia è valida anche per omogeneizzare il compost.

 

 

ID322 / ID323: Perché scegliere un stalla con sistema VeDoWS?

Un sistema VeDoWS in stalla ha un vantaggio economico: il trattamento costoso del letame è meno necessario. Oltre a ciò la costruzione VeDoWS crea un clima migliore per l'agricoltore nella stalla (assenza di ammoniaca), non è necessario l'uso di acqua extra rispetto ad altri sistemi come i depuratori d'aria.

 

 

ID322 / ID323: Quali sono le esperienze operative e gli svantaggi della tecnologia?

Se il foraggio per i suini è più solido, il sistema funziona più lentamente. Irrorare con acqua aiuta.

Il sistema deve raschiare frequentemente la frazione solida altrimenti diventa troppo dura o eccessiva per essere spinta facilmente.

 

 

ID322 / ID323: Qual è la sua esperienza in merito all’impiego dell'urina come fertilizzante?

Una mancanza di conoscenza da parte degli utenti finali sull'urina VeDoWS. Gli utenti finali non sono ben informati sull'uso del prodotto, sul contenuto, ... quindi la domanda è bassa e l'allevatore di suini (proprietario di una stalla con sistema VeDoWS) non può ancora stoccarlo. Solo se gli allevatori sapranno che ci sarà una domanda sono disposti a investire nella capacità di stoccaggio.

 

 

ID322 / ID323: Qual è il vantaggio economico?

Il costoso trattamento del letame è meno necessario. Oltre a ciò la costruzione VeDoWS crea un clima migliore per l'agricoltore nella stalla (assenza di ammoniaca), inoltre non è necessario l'uso di acqua aggiuntiva rispetto ad altri sistemi come i depuratori d'aria.

 

 

ID322 / 323: Quale può essere un'opportunità quando si dispone di una stalla con sistema VeDoWS?

L’installazione di un digestore oltre alla stalla con sistema VeDoWS. Il calore creato può essere utilizzato per riscaldare la stalla (minori problemi respiratori).

 

 

ID272 / ID292: Perché miscelare compost al terriccio (al 5% v/v)?

È più economico della torba e colonizza il  "vuoto biologico" della torba con organismi del suolo.

 

 

ID272 / ID292: Quali aspetti trovano siano importanti gli agricoltori?

La biologia del compost è molto importante per gli agricoltori e per una parte di loro anche i nutrienti lo sono. Accanto alla qualità, è importante la certificazione del prodotto, anche più del prezzo.

 

 

ID272 / ID292: Quali sono i principali limiti riguardanti l’utilizzo del compost?

• Gli agricoltori hanno poca conoscenza della capacità del compost di migliorare il suolo.

• La metà di loro sa che ha anche un effetto di contenimento di patogeni (repressività).

• Tutti gli utilizzatori hanno avuto problemi con funghi, plastica e materiali pietrosi nel compost anche se hanno utilizzato compost certificato.

• Solo la metà degli agricoltori si rende conto che il compost è un fertilizzante.

• Il contenuto di nutrienti del compost è molto importante per gli agricoltori, ma sembra che solo il 25% degli agricoltori si renda conto che il compost ha un effetto fertilizzante che può sostituire altri fertilizzanti.

• Tutti hanno indicato che il regolamento sui fertilizzanti limita le possibilità di applicazione e impedisce loro di utilizzare più compost.

• Solo il 38% crede nell'effetto di repressività del compost.

• L'88% ha problemi con contaminanti, disponibilità e qualità, ma solo la metà utilizza compost certificato.

 

 

ID272 / ID292: Perché utilizzare il compost in pieno campo a 4-35 tonnellate/ha?

Perché migliora la struttura del suolo e il contenuto di carbonio organico e per soddisfare il regolamento sul P (è sufficiente considerare il 50% del contenuto di P).

 

 

ID250 / ID251: Perché usare la struvite come fertilizzante su mandorlo?

Dal punto di vista tecnico non ci sono inconvenienti nell’utilizzo. La sua efficacia è stata valutata su una scala significativa.

 

 

ID250 / ID251: Quali sono i maggiori ostacoli all'uso della struvite su mandorlo?

1. Il prezzo. Il prezzo di vendita del biofertilizzante deve essere competitivo con quello dei fertilizzanti attuali (l'origine del fertilizzante non li riguarda, purché conforme alla normativa).

2. Il contenuto di nutrienti. A seconda della sua qualità, la struvite può contenere una diversa concentrazione di N e P. È importante che la concentrazione dei nutrienti sia sufficiente per effettuare la concimazione. In caso contrario dovrebbe essere usata in miscela e dovrebbe essere valutato il possibile costo della miscelazione.

 

 

ID253 / ID255: Perché coltivare alghe eterotrofe?

Risolve il grande problema della fattibilità tecnica ed economica dalla coltivazione di alghe (requisiti di spazio).

 

 

ID253: Quali sono gli ostacoli all'uso della tecnologia a microalghe?

È molto importante verificare se la tecnologia può essere valida per altri tipi di acque reflue. Perché si pensa che il successo di questa tecnologia risieda nel fatto che siano state utilizzate come materia prima acque reflue provenienti dalla lavorazione di frutta e verdura (queste acque reflue contengono molto carico organico e nutrienti).

 

 

ID255: Quali sono i limiti e le opportunità nell’impiego di un fertilizzante organico a base di alghe?

Il biofertilizzante a base di alghe ottenuto è un prodotto molto interessante, ma si ritiene che il problema maggiore sia il suo contenuto di nutrienti (soprattutto il contenuto di azoto). Pertanto, si pensa che l'opzione migliore sia quella di commercializzare questo fertilizzante organico per miscelarlo con altri fertilizzanti al fine di ottenere un prodotto finale più equilibrato dal punto di vista nutrizionale.

ID321: Qual è la composizione della cenere di legno?

P2O5 3%, K2O 8%, MgO 4% ed è anche un materiale calcareo: valore neutralizzante 40%.

 

 

ID321: A cosa si deve prestare particolare attenzione quando si intende distribuire la cenere di legno?

È necessario prestare attenzione al vento perché il prodotto è in polvere.

 

 

ID321: Qual è la dose adeguata di cenere di legno?

Per mantenere la fertilità del suolo, si consigliano 2 tonnellate ogni tre anni. L'analisi del suolo può aiutare a modulare correttamente i dosaggi.

 

 

ID321: Quali sono i minerali che possiamo trovare nelle ceneri?

La composizione delle ceneri dipende principalmente dal terreno in cui sono cresciuti gli alberi. I trucioli di legno provengono da siepi nelle aree rurali che crescono su terreni agricoli in assenza di industrie o traffico automobilistico. I minerali provengono dai campi e ritornano ai campi. Non c'è concentrazione.

 

 

ID321: Qual è il prezzo delle ceneri?

Non c'è ancora un prezzo perché non c'è ancora un mercato. Dipende dalla qualità fisica delle ceneri e dalla difficoltà per il produttore di ceneri di venderle, ma il valore intrinseco può essere valutato attorno a 130 €/t.

ID273 / 274: Che dire in merito allo status giuridico del prodotto?

Il solfato ammonico ('spuiwater') proveniente dal lavaggio chimico dell’aria (a valle dell’essiccatore del digestato) è considerato un fertilizzante minerale, il che implica che può essere utilizzato oltre i limiti dei 170 kg N/ha, che riguardano il letame animale, e non ha gli stessi requisiti di trasporto (ad esempio nelle Fiandre: "erkendmestvoerder"). Questo solfato ammonico è previsto venga registrato a partire dall’1/1/2020 (prima della pandemia da COVID19 - ora 1/1/2021) nel registro dei fertilizzanti minerali (MAP 6).

 

 

ID274: Quanto costa il prodotto?

Il solfato ammonico  ha un prezzo fisso da 10 a 15 €/m³ nel progetto UNIR.

 

 

ID274: I costi che ha un piano di fertilizzazione a base di solfato ammonico sono minori rispetto ad una fertilizzazione con fertilizzanti minerali azotati?

Rispetto alla fertilizzazione (extra) con calcio nitrato di ammonio (KAS)  o urea, attraverso la fertilizzazione (extra) con solfato di ammonio da impianto di biogas ’Biogas Bree’ si risparmiano da 50 a 60 €/ha

 

 

ID274: quali sono i vantaggi agronomici e quali sono i risultati dei test UNIR fino ad ora rispetto alla fertilizzazione standard (letame + fertilizzanti N di sintesi)?

ID274: quali sono i vantaggi agronomici e quali sono i risultati dei test UNIR fino ad ora rispetto alla fertilizzazione standard (letame + fertilizzanti N di sintesi)?

ID 295 e 296: Qual è il metodo di distribuzione più corretto per digestato/frazione liquida/acque di lavaggio/…? È sempre seguito da affinamento, rullatura e semina?

Abbiamo utilizzato il fertilizzante in un campo di prova (seminativi a circa 12 cm l'uno dall'altro). Immediatamente dopo l'applicazione si è fresato in maniera superficiale ed è stato affinato il terreno. Una settimana dopo (a causa del piano di raccolta dell’azienda) è stato ripassato il suolo con un vibrocoltivatore a denti fissi e successivamente è avvenuta la semina con seminatrice combinata (erpice rotante + seminatrice). Lo stesso procedimento si è ripetuto per tutti i trattamenti.

 

 

ID295 e 296: quanto solfato è presente nell'acqua di lavaggio/ solfato ammonico?

Approssimativamente uguale all'azoto: dal 4 al 5% (da 40 a 50 kg/t)

 

 

ID 322 e 323: quanto sodio è presente nell'urina di maiale?

Non abbiamo analizzato questo parametro, ma ci aspettiamo una concentrazione bassa, paragonabile al cloruro.

 

 

ID 295 e 296: quanto sodio è presente nel digestato?

Non abbiamo analizzato questo parametro, ma ci aspettiamo una concentrazione bassa, paragonabile al cloruro.

 

 

ID 322 e 323: Quando ha analizzato i prodotti?

Si è preso un campione prima dell'applicazione e uno durante l'applicazione: la composizione si è dimostrata molto simile.

 

 

ID 401: Le ceneri si possono distribuire agevolmente nel terriccio anche se sono così polverulente?

Partiamo dal presupposto che si possa fare, ma alla fine della prova verrà effettuata un'analisi del suolo per valutarlo. Inoltre, le ceneri possono essere pellettizzate o granulate per essere distribuite meglio.

ID 272: Possiamo sostituire tutti i nostri fertilizzanti sintetici con il compost?

Si può sostituirne una grande parte ma occorre considerare un'analisi dei nutrienti del compost e confrontarlo con le necessità della  coltura. Quindi occorre aggiungere i nutrienti che sono ancora necessari. Il vantaggio è che si possono apportare singoli nutrienti per questo scopo e se ne avrà bisogno di molto meno.

ID 192 e ID193: qual è il materiale di input per la produzione di prodotti biofosfati ricchi di P?

Il materiale di base per la produzione di prodotti biofosfati ricchi di P è la farina di ossa animali di grado alimentare, solitamente ossa di bovini, che è composta esclusivamente da ossa animali di categoria 3 selezionate. La produzione del biofosfato è un'operazione industriale che consta solo di questo tipo di input. Il materiale viene raccolto dalle industrie di trasformazione delle ossa e processato separatamente, con lavorazione sotto i 133°C di temperartura. Le ossa processate contengono in genere circa il 30–38% di proteine, il 50–62% di minerali, il 5–8% di grassi e il 7-10% di umidità. Le farine e polvere d’ossa sono utilizzate anche per: la produzione e l'estrazione di gelatina per l'industria alimentare; le ossa di porcellana (polvere di cenere ossea bruciata per l'industria della porcellana); la produzione di alimenti per animali domestici e biofosfato con tecnologia 3R Zero Emission Pyrolysis. Il biofosfato è un biochar da ossa granulare di dimensioni 1-5 mm con una densità di nutrienti elevata, fino al 36% di P2O5 e può essere utilizzato come fertilizzante biologico (principalmente per l'orticoltura biologica, a basso input e in agricoltura urbana) e/o come adsorbente per il trattamento delle acque. Il bio-fosfato è applicabile anche alle coltivazioni biologiche su suolo e nelle colture fuori suolo.

 

 

ID 192 e ID 193: la farina di carne e ossa (MBM) potrebbe essere un input rilevante per il biofosfato come flusso misto?

No, assolutamente no. Il mix MBM è un prodotto molto diverso e non adatto per l'elevato contenuto di carne e il basso contenuto di ossa.

Produzione di Biofosfato da MBM: assolutamente no, non sussiste alcuna ragione tecnica o di fattibilità economica, nonchè di possibilità e razionalità per convertire MBM ad alto contenuto proteico e basso contenuto di P in Biofosfato. L'MBM può essere utilizzato ragionevolmente per la produzione di energia tramite pirolisi.

MBM - il mix di farina di carne e ossa è ottenuto mediante "trattamento" di materiali sottoprodotti di origine animale (SOA) di categoria 1 e 2 mediante lavorazione a 133°C a una pressione di 3 bar per almeno 20 minuti, per garantire una parziale sanificazione (questo è considerato essere sufficiente per eliminare batteri e virus ma non prioni, la cui eliminazione richiede un trattamento a temperatura di lavorazione superiore a 500°C a livello del nucleo del materiale). Il prodotto trattato contiene tipicamente circa il 48–52% di proteine, 33–35% di ceneri, 8–12% di grassi e 7-10% di umidità. Il processo di trattamento di MBM produce energia oppure i prodotti vengono portati in impianti di produzione di energia autorizzati ad utilizzare queste categorie di sottoprodotti di origine animale per la conversione energetica. La cenere di farina di carne e ossa è prodotta mediante incenerimento/calcinazione ad alta temperatura di MBM in un processo termico conforme alla direttiva sulle emissioni industriali (direttiva 2010/75/UE sull'incenerimento) Articolo 6 = condizioni di incenerimento ad almeno 850 ° C per almeno 2 secondi, TOC (carbonio organico totale) in polvere di cenere <3%. Queste condizioni garantiscono la completa eliminazione di tutti i patogeni.

 

 

ID192 e ID193: "rifiuti da macelli" è una terminologia corretta per definire il materiale in ingresso per la produzione di Biofosfato ricco in P?

No, non lo è. I rifiuti classificati e i sottoprodotti sono due flussi differenti e tecnicamente e legalmente appartengono a due classi differenti.

• I rifiuti sono materiali indesiderati o inutilizzabili, che vengono scartati e inceneriti dopo il loro utilizzo primario.

• I sottoprodotti sono prodotti secondari e risorse preziose derivanti ​​dal processo di produzione e fabbricazione.

Gli output dei macelli sono prodotti di animali d'allevamento per il consumo umano e sottoprodotti di origine animale grezzi che vengono ulteriormente trasformati in altre industrie, come le industrie di lavorazione del grasso e di trasformazione per realizzare prodotti derivati nuovi e sicuri.  Tutti i sottoprodotti grezzi di origine animale  (SOA) prodotti nei macelli devono essere processati, trasformandoli in prodotti derivati ​​da apposite industrie. I macelli non lavorano sottoprodotti di origine animale, ma consegnano tali materiali ad altre industrie specializzate: per la lavorazione del grasso e le operazioni di trasformazione le normali condizioni di lavorazione sono di 133°C a 3 bar di pressione per 20 minuti.

L'uso agricolo diretto (non trattato) dei prodotti della filiera animale a contenuto proteico grezzo costituisce un elevato rischio ambientale dovuto a possibili contaminazioni incrociate ricontaminazioni da parte di patogeni umani e animali. Nonostante i sottoprodotti della filiera animale (farina d'ossa a base di proteine ​​e MBM) siano prodotti sterili laddove vengono prodotti, vi è un rischio molto elevato di contaminazioni incrociate e ricontaminazione durante le applicazioni. Mentre i prodotti sono sterili nel momento in cui vengono prodotti, la ricontaminazione può verificarsi ovunque lungo il percorso. La maggior parte dei sottoprodotti di origine animale non è adatta per la produzione diretta di fertilizzanti di recupero di fosforo di alta qualità, ma solo ossa, corna e zoccoli di animali di grado alimentare lo sono.

 

 

ID 192: Quali sono i sottoprodotti di origine animale (SOA)?
  • I sottoprodotti di origine animale (SOA) sono materiali di grado alimentare di origine animale che le persone non consumano. I SOA includono tra gli altri:
  • Mangimi per animali - ad es. a base di farina di pesce e proteine ​​animali trasformate.
  • Fertilizzanti organici e ammendanti - ad es. letame, guano.
  • Prodotti tecnici - ad es. alimenti per animali domestici, pellami e pelli per cuoio, ossa, lana, sangue per la produzione di strumenti diagnostici
  • Le vie di utilizzo e smaltimento consentite sono disciplinate dal Regolamento (CE) 1069/2009.

 

ID192: Quanto è sostenibile il Biofosfato?
  • Il biofosfato è completamente sostenibile dal punto di vista ambientale e climatico con processo a emissioni zero e applicazioni a emissioni di carbonio negative.
  • Il biofosfato è prodotto da flussi di sottoprodotti sostenibili e rinnovabili e biomassa non sfruttata.
  • 100% sicuro da usare in qualsiasi condizione climatica e del suolo.
  • Puntare a impatti sociali e ambientali positivi, migliorare la qualità e la sicurezza degli alimenti a un costo inferiore.
  • Processo di conversione dell'energia ad alta efficienza. Processo energeticamente autosufficiente e autotermico con surplus di produzione energetica.
  • Filiera a basso costo economico e a basso input energetico.
ID192 e ID193: quali sono gli adempimenti legali più importanti per la tecnologia di pirolisi a emissioni zero 3R e per quanto riguarda il Biofosfato?

Completamente consentito dalle autorità degli Stati membri dell'UE in base a rigorose normative dell'UE secondo il Regolamento di Mutuo Riconoscimento  UE 2019/515, il Regolamento sui prodotti fertilizzanti UE 2019/1009 e la lista di  materie prime critiche (COM / 2020/474 definitivo).

Numero del permesso autorizzativo per l'installazione e l'esercizio di un impianto di pirolisi su scala industriale: FES / 01 / 0851-33 / 2015 (rilasciato dall’ente di ispezione per la sicurezza industriale e da dieci altri enti autorizzativi)

Numero di autorizzazione del prodotto ABC (Animal Bone Char) Biofosfato per le esigenze di fertilizzazione in orto-fruttucoltura: 6300 / 2407-2 / 2020.

 

 

ID193: E’ richiesta l'autorizzazione di un'autorità europea o di uno Stato membro per installare o far funzionare un impianto di pirolisi?

SÌ, in Europa è obbligatorio ottenere il permesso dalle autorità degli Stati Membri per installare e gestire un impianto di pirolisi per la produzione commerciale di tutti i tipi di biochar secondo le normative dell'UE e di solito dieci autorità vengono coinvolte in questo processo obbligatorio. Il regolamento REACH definisce inoltre i requisiti obbligatori per l'importazione, l'immissione sul mercato e la produzione di biochar commerciale con capacità superiore a 1 t/a.

 

 

ID 192: qual è la dose di applicazione consigliata per il Biofosfato?

Il Biofosfato è un fertilizzante innovativo ad alta densità nutritiva e la dose usuale di applicazione va da 200 kg/ha a 1500 kg/ha, in media 300 kg/ha, a seconda delle condizioni colturali.

ID 192: Gli agricoltori hanno bisogno di macchine speciali per l'applicazione?

No, non è necessaria alcuna macchina speciale in quanto i macchinari per lo spandimento sono gli stessi utilizzati per i fertilizzanti inorganici.

 

 

ID 192: Ogni quanto è necessario applicarlo?

Di solito ogni due anni, ma se il terreno è carente, si consiglia l'applicazione annuale.

 

 

ID192: Qual è la differenza tra il contenuto in elementi nutritivi del biochar da pollina e quello del biofosfato?

Il biochar da pollina è un materiale con una concentrazione di nutrienti piuttosto bassa con uno scarso interesse economico per gli utilizzatori, poiché il costo aggiuntivo della lavorazione non viene compensato da un’aumento della concentrazione dei nutrienti sufficiente. La pollina ha un contenuto di nutrienti leggermente superiore (1-3% di contenuto di P2O5) rispetto ad altri tipi di letame, quindi ha un valore commerciale più elevato. Il biochar da pollina ha una grana fine e un materiale polverulento è difficile da formulare e applicare nella pratica in ambiente operativo industriale. Le dosi di applicazione sono elevate: > 10 t/ha. Tuttavia, è da sottolineare che il trattamento di pirolisi per ottenere il biochar consente una sterilizzazione totale di questo materiale, che è un valore aggiunto per la sicurezza ambientale.

Il biofosfato è un eccezionale materiale ad alta densità di nutrienti P/Ca come il 35% di contenuto di P2O5, con dimensioni di granulazione adeguate e macro porosità con possibilità di formulazione BIO-NPK-C in qualsiasi configurazione. Ciò è molto interessante per gli utilizzatori, poiché il costo della lavorazione del biofosfato viene ampiamente compensato da un incremento di valore dovuto all’aumento della densità dei nutrienti e delle prestazioni. Le dosi di applicazione sono basse: in media di 0,3 t/ha. Il costo complessivo del Biofosfato è di gran lunga inferiore rispetto al biochar da pollina o al biochar vegetale, quando tutti i costi e i valori sono considerati in condizioni di produzione industriale e competitive sul mercato.

 

 

ID192: Quale tipo di materiali può essere considerato ricco di P?

Il contenuto minimo economicamente interessante di fosforo dei materiali ricchi di P dovrebbe essere superiore a ca. 20% di P2O5. Il Biofosfato ha un'elevata concentrazione di nutrienti fino al 36% di P2O5 e viene utilizzato come fertilizzante biologico di elevato valore a dosi da 200 kg/ha a 1500 kg/ha.

ID192 e ID193: quali autorizzazioni e quali obblighi legali dobbiamo assolvere per poter produrre ed utilizzare il biofosfato?

1. Tecnologia: autorizzazione obbligatoria dell'Autorità per la creazione/costruzione di edifici industriali e la loro gestione in base alle normative UE vigenti applicate dallo Stato membro. Di solito ci sono dieci Autorità coinvolte.

2. Prodotti: permesso obbligatorio dell'autorità degli Stati membri per commercializzare, etichettare e utilizzare legalmente i prodotti nei suoli agricoli in base alle normative UE in vigore applicate dallo Stato membro e da altri Stati membri secondo il Regolamento UE 2019/515. A partire dal 16 luglio 2022 ulteriori opportunità di vendita legale nell’UE sono fornite dal RegolamentoUE 2019/1009.

3. Prodotti: certificato UE REACH obbligatorio per impianti con capacità superiore a 1 t/anno per importazione, produzione, immissione sul mercato e utilizzo.

4. Prodotti: responsabilità estesa del produttore e piano di responsabilità.

 

 

ID295, ID296, ID322, ID323: nelle Fiandre occidentali esiste un solo sistema per produrre nitrato ammonico in seguito allo strippaggio/lavaggio e l'urina VeDoWS?

No, sono attivi più sistemi, ma per questa prova di campo sono stati confrontati solo questi 2 prodotti di questi sistemi. I prodotti di sistemi simili hanno un comportamento simile quando confrontati in prove di campo, quindi solo questi 2 sono stati utilizzati nella prova di campo, anche come esempio di prodotti simili con le stesse caratteristiche.

 

 

ID322, ID323, ID295, ID296: Il nitrato ammonico dopo lo strippaggio/lavaggio e l'urina VeDoWS sono considerabili come letame animale o fertilizzante minerale?

La dose di applicazione dipende dalla normativa UE. Per questa prova di campo, i prodotti hanno tutti il ​​limite massimo di 170 kg N/ha (i limiti di N sono gli stessi del letame animale).

 

 

ID192: Il biofosfato contiene sostanze chimiche o additivi artificiali?

No, il Biofosfato è privo di qualsiasi contaminante tossico e non contiene sostanze chimiche o additivi artificiali. Il Biofosfato è un fertilizzante biologico di recupero e rinnovabile.

 

 

ID 192: Sotto quali forme e dimensioni è possibile reperire il Biofosfato?

Il Biofosfato (ABC Animal Bone Char) è un prodotto granulato disponibile in diverse dimensioni, quali 0-1 mm (<1,8 maglia), 1-2 mm (<10 maglia) e 2-4,7 mm (<4 maglia).

 

 

ID192: Qual è il contenuto di P2O5 nel Biofosfato?

Contiene più del 36% di P2O5.