FAQ

Nella piattaforma NUTRIMAN sono pochi i prodotti ammessi nell’agricoltura biologica. Questo è dovuto al fatto che siamo ancora in una fase inziale di transizione o perché tramite determinati processi tecnologici non è possibile ottenere un prodotto....

Nella piattaforma NUTRIMAN sono pochi i prodotti ammessi nell’agricoltura biologica. Questo è dovuto al fatto che siamo ancora in una fase inziale di transizione o perché tramite determinati processi tecnologici non è possibile ottenere un prodotto certificabile e di conseguenza autorizzabile in agricoltura biologica?

Effettivamente il numero di prodotti fra quelli presentati che ad oggi si prevede possano essere autorizzabili in agricoltura biologica è basso se si pensa al numero di prodotti presenti nella piattaforma che sono utilizzabili in agricoltura convenzionale. Questo è legato a diversi fattori principalmente di tipo legislativo: dipende sia dal tipo di processo produttivo sia dal tipo di materiale di partenza utilizzato per ottenere i fertilizzanti. Sicuramente assisteremo a dei cambiamenti. Stiamo parlando di un regolamento quadro che entrerà in pieno vigore a luglio 2022. Sicuramente da qui al prossimo anno assisteremo ad evoluzioni ed è plausibile che sussisteranno le possibilità per poter consentire applicazioni specifiche di questi prodotti in agricoltura biologica. È necessario distinguere i fertilizzanti in funzione delle caratteristiche del prodotto e del materiale di partenza utilizzato, pertanto in alcuni casi il prodotto finale è autorizzabile in agricoltura biologica in altri invece no. Il concetto “bio-ferilizzante” che deriva da processi di economia circolare non significa necessariamente che un determinato prodotto debba essere autorizzato in agricoltura biologica. Si prenda come esempio un prodotto reperibile sul mercato al giorno d’oggi come il compost. Il compost che viene prodotto con alcune matrici di partenza resta un compost utilizzabile solo in agricoltura convenzionale; un compost derivante da scarti verdi invece può essere registrato in agricoltura biologica.

È prevista una certificazione riguardante i prodotti presentati, visto che derivando da rifiuti urbani ci potrebbero essere anche sostanze nocive per l’uomo?

Attualmente esistono alcune certificazioni in capo ai singoli stati membri, ad esempio gli ammendanti compostati possono ottenere una certificazione volontaria da parte del Consorzio Italiano Compostatori (CIC). Con il nuovo Regolamento Europeo sui fertilizzanti vengono definiti  gli standard di qualità e le limitazioni in termini di presenza di contaminanti da rispettare. Tale regolamento non prevede una certificazione da questo punto di vista, ma saranno i singoli stati membri che dovranno farsi carico dei controlli e delle verifiche eventuali. Non è escluso che in futuro si attivino anche degli enti certificatori specifici.

ID269-ID280: E’ possibile utilizzare la tecnologia (ID:269) anche per il compost (ID:280) al fine di contenere i costi di trasporto per le esportazioni?

No, non lo è. Esiste la possibilità tecnica di farlo, ma non è nè economicamente nè agronomicamente corretto produrre compost con meno del 40% di umidità.

ID270-ID280: Pensa che il COMPOST VERDE (ID:280) e il DIGESTATO PELLETTATO (ID:270) utilizzati nelle prove di campo potranno essere liberamente acquistati anche in Italia?

Sì. Ma è necessario attendere il 16 luglio 2022 e l’entrata in vigore del nuovo Regolamento Europeo.

 

ID 280: E’ stata presentata una diapositiva in cui c’era scritto che il 14% del compost certificate prodotto in Belgio viene esportato. In quali nazioni viene esportato?

Il compost (come ID:280) viene esportato nelle nazioni più vicine come Francia e Olanda.

ID270, ID280: Quanto costano il COMPOST VERDE (ID:280) e il DIGESTATO PELLETTATO (ID:270)?

Il COMPOST VERDE (ID:280) in Belgio costa 2-5€/t sfuso, franco partenza. Il DIGESTATO PELLETTATO (ID:270) costa da 15-20€/t a 40-50€/t in funzione del contenuto in azoto. A questo è necessario aggiungere i costi di traporto.

ID250-ID208: Le struviti sono disponibili per l'agricoltura biologica?

No. Ad oggi la priorità è rendere questi prodotti disponibili per l'agricoltura convenzionale. Ma in futuro si spera che siano disponibili anche per l'agricoltura biologica. Per rendere disponibile la struvite per l'agricoltura convenzionale, l'UE dovrebbe approvare la CMC12. Quando l'atto delegato sarà disponibile, sarà verificata la congruità della struvite in riferimento ai materiali in ingresso (Reg. 848/18). In caso di giudizio positivo la struvite potrà essere utilizzata anche in agricoltura biologica.

ID250-ID208: Da cosa dipendono i parametri qualitativi della struvite (ID250-209)?

Dipendono dal contenuto di nutrienti e dalla salubrità e pulizia dei materiali in ingresso.

ID250-ID258: La struvite viene prodotta solo a partire da liquame di maiale?

Sì. Ma possono essere utilizzati anche altri tipi di liquame e rifiuti industriali.

ID207:Quanta struvite può essere prodotta ad oggi con gli impianti disponibili?

Circa 10 kg/giorno nell'impianto pilota. Ma in futuro si spera che un impianto più grande venga installato in quartieri residenziali più ampi.

 

ID250-ID208: Quanto costa la struvite (ID:250-208)?

Il costo che prevediamo è di circa 200 €/tonnellata, tuttavia dipenderà dai distributori.

 

ID 274: In che misura la concentrazione dell'aria in entrata è importante per la concentrazione di N nel solfato di ammonio?

È importante nella misura in cui una maggiore saturazione di ammoniaca nell'aria porta a uno scarico più rapido: durante il lavaggio chimico dell'aria, il valore di C.E. aumenta più velocemente e quindi il limite viene raggiunto appena prima dello scarico (automatico) dell'acqua di lavaggio. Non c’è nessun’altra differenza.

ID 274: Ho notato che gli agricoltori confrontano i prezzi tra il solfato di ammonio-potassio (KAS) da loro stessi applicato e il solfato di ammoniaca applicato dall'appaltatore. È corretto?

Questo è un ragionamento comprensibile, ma tuttavia non si tratta di un corretto confronto dei prezzi: gli agricoltori a volte hanno già uno spandiconcime e non ancora una barra irroratrice o un iniettore con ruota a raggi etc. e quindi  confrontano il costo zero per l'applicazione ad es. KAS (o al massimo il costo di ammortamento) con il costo del lavoro per una fertilizzazione conacqua di drenaggio per ettaro di superficie. Questo di per sé non è un confronto corretto: bisogna confrontare costo/ha di fertilizzazione tra acqua di drenaggio e KAS o urea sulla stessa base, cioè entrambi somministrati da un contoterzista o attraverso una macchina di proprietà (con investimento specifico e quindi costo di ammortamento/ha).

ID274: L'acqua di drenaggio (solfato ammonico) può essere utilizzata negli allevamenti in deroga e nelle colture in deroga (letame suino non è consentito, gli effluenti possono essere molto limitati in determinate condizioni)?

Sì, l'acqua di scarico da depuratori d'aria chimici ("fertilizzante minerale") e da depuratori d'aria biologici ("altro letame") può essere utilizzata su terreni in deroga a determinate condizioni.

ID 274: In una delle prove di campo, il contenuto di NO3- (nitrato) nel terreno dopo la fertilizzazione di base è inferiore al contenuto di nitrati subito dopo la raccolta del mais. Allora come è cresciuto il mais?

Parte dell’azoto veniva ancora rilasciato nel suolo attraverso la decomposizione della materia organica. Anche con livelli di carbonio organico relativamente bassi nei terreni sabbiosi, ad esempio, una quantità relativamente grande di azoto organico può essere mineralizzata e, insieme all'acqua di drenaggio, fornire un contenuto di nitrati più che sufficienti. È consigliabile prestare molta attenzione ai piani di fertilizzazione seguendo i consigli sulla fertilizzazione.

ID 274: Inagro ha parlato di un rischio di "volatilizzazione con conseguente perdita di azoto", ma il solfato ammonico volatizza facilmente?

La lisciviazione in primavera è molto limitata (l'N ammoniacale deve essere convertito in nitrato prima che possa essere lisciviato) e inoltre l'acqua di nebulizzazione chimica è piuttosto acida, quindi una volta somministrata l'ammoniaca non evaporerà facilmente, ma quando somministrata mediante irroratrice (es. trattamento fogliare) e attraverso ugelli ad alta pressione, può verificarsi una certa perdita di azoto dovuta alla volatilizzazione, soprattutto quando il clima è secco e ventoso. Quindi solo in caso di somministrazione non ottimale e possibilmente eccessiva (N-NH4) e condizioni meteorologiche avverse potrebbero verificarsi fenomeni di volatilizzazione.

ID274: Quali colture necessitano di molto zolfo e quindi traggono vantaggio da questo prodotto e quali sono i tempi più adatti alla somministrazione? Esiste una matrice delle colture che esamini anche i possibili metodi di applicazione?

In termini di consigli sulla fertilizzazione, il fabbisogno medio di zolfo ad esempio per il frumento è di 80 kg SO4/ha, per le patate di 60 kg SO4/ha, per la barbabietola da zucchero di 30 kg SO4/ha. Le tempistiche di distribuzione dipendono dalla velocità del ciclo colturale e, generalmente, la somministrazione in aprile/maggio è la più frequente.

ID274: L'alta concentrazione di ID274 è un'eccezione o si verifica anche con altri processi e digestori di letame? Il 4% è rappresentativo dei depuratori d'aria negli allevamenti di suini?

Di solito c'è una differenza tra le acque reflue di depuratori d'aria (chimici) nelle stalle di maiali e i depuratori ad aria durante ad es. la disidratazione del digestato - dove la fermentazione precedente ha mineralizzato l'azoto. Il 4% di N per l'acqua di drenaggio dagli allevamenti di suini sembra rappresentativo, mentre in precedenti progetti (internazionali) dal 6 al 7% di N viene spesso menzionato nelle schede tecniche del solfato ammonico prodotto a partire da depuratori d'aria per il trattamento del letame.

Con il sistema Biogas Bree c'è stata anche una curva di apprendimento - dove i primi risultati dell'analisi erano intorno al 7% di N e il contenuto di azoto nelle acque reflue è salito a quasi il 9% quando il funzionamento del depuratore è stato perfezionato e le acque reflue sono state fatte circolare ancora una volta nella prima fase di lavaggio - per catturare N extra/polvere. Questo ha dato anche valori di pH finale leggermente più alti: compresi tra 4 e 5.

ID 274: Quali sono i maggiori contaminanti? In che misura questo è un ostacolo alla deposizione fuori dall'azienda?

Le particelle di polvere (vedi domanda precedente) possono essere un problema se non c'è una sedimentazione (naturale o tramite flocculanti) e se c'è molta polvere nella fornitura d'aria (ad es. pollai) e quindi dipende dall'azienda agricola e dall'allevamento. In ogni caso, è molto importante che il prodotto sia puro per l'agricoltore/lavoratore, perché altrimenti si potrebbe ottenere dei problemi durante la sua somministrazione - ad es. irrorazione.

Il produttore dovrebbe far valutare il suo prodotto o la conformità del suo prodotto. Quindi, immagino che debba controllare la qualità di questo prodotto ma anche della definizione della categoria funzionale a cui appartiene anche in termini di fonte ...

Il produttore dovrebbe far valutare il suo prodotto o la conformità del suo prodotto. Quindi, immagino che debba controllare la qualità di questo prodotto ma anche della definizione della categoria funzionale a cui appartiene anche in termini di fonte di approvvigionamento?

Da quando sarà operativa la normativa europea, il produttore che vorrà immettere il proprio prodotto sul mercato dovrà far valutare la conformità di questi prodotti in relazione alle sue specificheche sono incluse nel regolamento. Per quanto riguarda la certificazione del prodotto, ciò è relativamente chiaro perché il regolamento europeo presenta un insieme di elementi descrittivi. Rispetto alla CMC, la categoria dei materiali costituenti, non è realmente descritta in base al nome specifico, ma piuttosto fa riferimento ad altri codici e testi. Non è facile prevedere dove il prodotto dovrebbe essere indirizzato dal produttore con la sua descrizione delle specifiche. Questo potrebbe essere un problema perché non abbiamo un equivalente obbligatorio in tutto il Paese.

Si è detto che un fertilizzante non deve necessariamente appartenere a una categoria funzionale di prodotto, ma può appartenere a più categorie di materiali costituenti (CMC) e può essere costituito da una miscela di origini diverse....

Si è detto che un fertilizzante non deve necessariamente appartenere a una categoria funzionale di prodotto, ma può appartenere a più categorie di materiali costituenti (CMC) e può essere costituito da una miscela di origini diverse. Può essere prodotto a partire da diverse categorie CMC?

Penso che ci sarà la possibilità di partire da diverse categorie di CMC. Prendiamo ad esempio il compost prodotto a partire  da alghe: le alghe fanno parte della categoria di CMC 2, mentre una parte del prodotto sembrerebbe appartenere di più alla categoria dei sottoprodotti di origine animale. Se si parla di un prodotto già compostato, sarebbe più corretto inserirlo nella categoria dei compost. Quindi, in ogni caso, in un dato momento questi prodotti potranno essere assemblati con materiali diversi. Ogni qual volta un fertilizzante venga prodotto a partire dall’assemblaggio di materie prime di origine diversa si rischia di trovare PHS che vengono dati come fertilizzante anche se sono prodotti a partire da diverse CMC.

ID593: Come si applica questo fertilizzante in modo da garantire le minori emissioni e l'utilizzo più efficiente dei nutrienti da parte della pianta?

Questo fertilizzante può essere applicato utilizzando un’attrezzatura ad iniezione convenzionale per prati o seminativi. Si tratta di un prodotto ideale da applicare con attrezzatura a tubo flessibile su cereali o prati. L'uso di tecniche di applicazione a basse emissioni è obbligatorio per prevenire la volatilizzazione dell'ammoniaca.

ID591: Come si applica questo fertilizzante in modo da garantire le minori emissioni ed il più efficiente utilizzo dei nutrienti da parte della pianta?

Il prodotto può essere applicato prima della semina o della messa a dimora delle colture con le stesse macchine che vengono ora utilizzate per lo spandimento del liquame o della frazione liquida del letame. Durante le fasi di coltivazione il prodotto può essere applicato con sistemi di fertilizzazione di precisione. L'uso di tecniche di applicazione a basse emissioni è obbligatorio per prevenire la volatilizzazione dell'ammoniaca.

ID593: Quali elementi nutritivi contiene questo fertilizzante e per quali colture è più indicato?

Il prodotto contiene urea e azoto ammoniacale. Il contenuto medio varia a causa dell'origine naturale del prodotto: N 5,0-6,5; P2O5 0,0-0,1; K2O 6.0-9.0 kg/t. Può essere utilizzato per prati, patate, mais, grano, seminativi e colture ortofrutticole.

ID591: Quali elementi nutritivi contiene questo fertilizzante e per quali colture è più indicato?

Contiene i seguenti nutrienti: N: 4,3 g/kg; P2O5: 0,1 g/kg; K2O: 9,6 g/kg. È consigliato per prati, seminativi e ortofrutticoltura.

ID272 e ID280: Quali garanzie ci sono in termini di assenza di patogeni e di semi di infestanti?

Il processo di compostaggio deve essere monitorato per tutto il tempo relativamente ai fattori critici di processo come temperatura, tempo, umidità, ecc. Più specificamente, in base alla soglia di igienizzazione di uno dei patogeni più difficili da debellare (Tobacco Mosaic Virus) un periodo minimo di settimane a determinate temperature deve essere raggiunto e dimostrato a Vlaco per poter ottenere la certificazione del compost. In altre parole, un compost certificato Vlaco è, al termine del ciclo di compostaggio, completamente igienizzato. Non vi è presenza alcuna di semi di piante infestanti né agenti patogeni – contrariamente a quanto si trova nei letami, liquami e altri flussi di rifiuti che non hanno avuto la certificazione di qualità.

ID272 e ID280: In termini di pH quanta variabilità c’è fra i diversi tipi di compost?

Si tratta di un valore abbastanza stabile tra 8 e 9,mediamente di circa 8,5-8,9.

ID272 e ID280: Per ottenere il compost è necessario recarsi in un sito di compostaggio?

Può essere consegnato direttamente all'agricoltore oppure può essere l’agricoltore stesso a ritirarlo presso il sito di compostaggio  - più nello specifico attraverso l’impiego di un autotrasportatore riconosciuto con relativo documento di trasporto. Come tutti i tipi di fertilizzante, può essere consegnato all'agricoltore direttamente da un produttore certificato di fertilizzanti (con sistema GPS e con relativo documento di trasporto del compost).

ID272 e ID280: È meglio distribuire il compost una volta sola in grande quantità o distribuirlo regolarmente a quantitativi più ridotti?

Non c'è nessuna grande differenza. La quantità media di compost (~ = carbonio organico) all'anno applicata è ciò che conta di più. Nonostante un'applicazione più regolare di sostanza organica può essere più utile per stimolare micro- e macro-organismi nel suolo. D'altra parte un dosaggio più elevato una volta ogni due anni può essere economicamente più facile da gestire per gli agricoltori.

ID272 e ID280: Qual è il periodo migliore per distribuire il compost?

Il compost è considerato un fertilizzante a lento rilascio (con efficienza dell’N di circa il 15% e efficienza del P di circa il 50%). Come 'fertilizzante di tipo 1' (Fiandre) può essere applicato dal 15 gennaio fino alla fine di ottobre, pari al tempo consentito per lo spargimento di fertilizzanti di tipo 3 (minerali) e più a lungo di quanto consentito per lo spargimento di fertilizzanti di tipo 2. Le tempistiche migliori per applicare un ammendante con sostanze nutritive che mineralizzano lentamente, come il compost, sarebbero  verso fine anno oppure a inizio anno!

ID272 e ID280: Utilizzando il compost si aggiunge (efficacemente) carbonio organico al suolo, ma come si confronta con l'efficienza dell'aggiunta di carbonio organico attraverso l’interramento dei residui colturali (es. paglia)?

Il contenuto effettivo di sostanza organica della paglia è di circa 520 kg C/ha. Se si calcola per tonnellata di paglia (da 3 a 4 ton/ha) -> 130-170 kg C/t di paglia. Il compost varia da 110 a 132 kg C/t. Quindi questo è leggermente più basso. Ma il prezzo della paglia (75-100 euro/t) è molto più elevato di quello del compost.

ID272 e ID280: Qual è il prezzo del compost?

I prezzi del compost variano in base al quantitativo ordinato (sfuso), al costo strutturale della compostiera e al fatto che il sito di compostaggio sia un ente privato o un intercomunale. Nelle Fiandre i prezzi del compost variano da circa 2€/t a 12 €/t, in funzione del quantitativo ordinato.

ID264 e ID270: Per quali ragioni i valori dei parametri agronomici del digestato sono molto variabili?

Ogni digestato si basa su un diverso insieme specifico di input (i digestori differiscono anzitutto in base a ciò che viene introdotto all’interno). Inoltre, in ogni digestore avviene un post-trattamento del digestato secondo specifici processi di separazione, essiccazione, concentrazione, rimescolamento, ecc. È meglio chiedere e basare il proprio piano di fertilizzazione sull'ultima analisi N/P disponibile – obbligatoria su base trimestrale.

ID264 e ID270: Qual è il rischio di lisciviazione di nitrati se si utilizzano compost e digestato (fertilizzanti organici)? Gli agricoltori sono annoiati dei residui di nitrati e della lisciviazione!

Varie prove a lungo termine con compost e digestato non hanno mostrato rischi maggiori di lisciviazione dei nitrati se i compost e i digestati vengono applicati secondo corretti programmi di fertilizzazione. Molti dei compost e dei digestati hanno un'efficienza dell’N solo del 15, 30 o 60%, quindi non tutto l'N è disponibile/dovrebbe essere preso in considerazione. Ovviamente con una concimazione di precisione con fertilizzanti minerali il rischio di lisciviazione è teoricamente inferiore ma d'altra parte questo non è sostenibile su molti altri livelli e, in generale, non è sostenibile dal punto di vista della fertilità del suolo. È necessario trovare un equilibrio laddove gli agricoltori utilizzano per lo più ammendanti organici e fertilizzanti come il digestato e il compost.

ID264 e ID270: Il digestato può essere impiegato in agricoltura biologica?

Per ora nelle Fiandre il digestato non è ancora consentito in agricoltura biologica ma Vlaco ha discusso l'argomento con il Dipartimento dell'Agricoltura per trovare un accordo su quali apporti sarebbero consentiti proprio secondo il regolamento UE 889/2008.

ID397: La Ashdec® può essere impiegata su qualsiasi tipo di suolo?

Nelle prove dimostrative in serra e in pieno campo organizzate in Italia la Ashdec® è stata provata su diversi tipi di suolo e torba senza aver dato luogo ad alcun problema. Il pH del suolo non influenza il prodotto in quanto il P viene rilasciato solo in presenza di essudati radicali.

ID397-ID192-ID250-ID208-ID210-ID280-ID270: I prodotti sono consentiti in agricoltura biologica?

Alcuni di questi prodotti (ID:192-280-270) sono consentiti in agricoltura biologica, mentre ID:397-250-208-210 non sono consentiti in agricoltura biologica per il momento, ma potrebbero esserlo in future.

ID397/ID398: Quali tipi di fanghi sono utilizzati per la produzione di Ashdec®

Per la produzione di Ashdec® sono utilizzati fanghi civili da impianti di depurazione delle acque urbane.

ID398: E’ stata effettuata qualche analisi input/output riguardo al processo di produzione della Ashdec®

Nel caso di un impianto non ottimizzato vengono consumati 700-900 kWh per tonnellata di prodotto: questi numeri possono essere ridotti di molto utilizzando un sistema di recupero del calore.

ID 295 e ID 322: Come si applicano questi prodotti?

Un agricoltore ha adattato la propria botte irroratrice per applicare il nitrato di ammonio ottenuto dal lavaggio dell’acqua.

ID 295 e ID 322: Il pH è un problema se si pensa alla possibilità di ”bruciare” il raccolto?

Se il pH è basso e si prevedono scarse precipitazioni, è consigliabile non applicare l'effluente su una coltura, soprattutto quando l'applicazione è prevista su prati perché si ha un alto rischio di bruciatura del manto erboso.

 

 

ID295 e ID322: Se si utilizzano quantità esigue di fertilizzante, qual è la capacità tampone del terreno sul pH?

Il rischio di effetti sul pH del suolo non dovrebbe essere così grande.

 

 

ID 292: Nel compost prodotto con compostaggio agricolo il fosforo si trova in forma disponibile per le piante?

Le prove dimostrano che parte del fosforo nel compost non è immediatamente disponibile per le piante. Tuttavia, il  P presente nel compost confluisce nel P stoccato nel suolo e tutto questo P aumenta comunque la disponibilità di P nel suolo. Nelle Fiandre (Belgio) solo la metà del P nel compost è considerato nella legislazione sul letame, ma in realtà tutto questo P finisce nel suolo e può essere disponibile per le piante.

ID292: Il compost prodotto con compostaggio agricolo toglierà l’N presente nel suolo alla coltura quando lo distribuirò sui miei appezzamenti?

Dipende da quanto è maturo il compost agricolo. Un compost maturo è una fonte di azoto disponibile per la coltura. Se si applica compost immaturo, il microbioma continuerà a degradare la sostanza organica e utilizzerà l’azoto già presente nel suolo andando in competizione con la coltura con conseguente potenziale carenza di azoto. È quindi consigliabile completare il processo di compostaggio fino al raggiungimento della maturità completa. È necessario controllare se i cumuli si sono raffreddati e misurare la stabilità e le caratteristiche del compost in laboratorio. In alternativa, è possibile applicare il compost immaturo in autunno. In questo caso, la carenza di azoto non è un problema per la coltura e il compost immaturo può aumentare il microbioma del suolo.

 

 

ID292: È davvero necessario coprire i cumuli/andane di compost?

È possibile anche fare il compostaggio senza copertura, ma le nostre prove dimostrano che le perdite di nutrienti sono ridotte al minimo coprendo i cumuli e/o le andane.

ID292: Quante volte devi rivoltare il compost durante il processo di compostaggio?

Dipende dalla temperatura, dall'ossigeno e dalla concentrazione di CO2 misurate. È importante controllare questi parametri per ottenere un compost di buona qualità. Se la temperatura o la concentrazione di CO2 sono troppo alte, si consiglia vivamente di rivoltarlo. Questa strategia è valida anche per omogeneizzare il compost.

 

 

ID322 / ID323: Perché scegliere un stalla con sistema VeDoWS?

Un sistema VeDoWS in stalla ha un vantaggio economico: il trattamento costoso del letame è meno necessario. Oltre a ciò la costruzione VeDoWS crea un clima migliore per l'agricoltore nella stalla (assenza di ammoniaca), non è necessario l'uso di acqua extra rispetto ad altri sistemi come i depuratori d'aria.

 

 

ID322 / ID323: Quali sono le esperienze operative e gli svantaggi della tecnologia?

Se il foraggio per i suini è più solido, il sistema funziona più lentamente. Irrorare con acqua aiuta.

Il sistema deve raschiare frequentemente la frazione solida altrimenti diventa troppo dura o eccessiva per essere spinta facilmente.

 

 

ID322 / ID323: Qual è la sua esperienza in merito all’impiego dell'urina come fertilizzante?

Una mancanza di conoscenza da parte degli utenti finali sull'urina VeDoWS. Gli utenti finali non sono ben informati sull'uso del prodotto, sul contenuto, ... quindi la domanda è bassa e l'allevatore di suini (proprietario di una stalla con sistema VeDoWS) non può ancora stoccarlo. Solo se gli allevatori sapranno che ci sarà una domanda sono disposti a investire nella capacità di stoccaggio.

 

 

ID322 / ID323: Qual è il vantaggio economico?

Il costoso trattamento del letame è meno necessario. Oltre a ciò la costruzione VeDoWS crea un clima migliore per l'agricoltore nella stalla (assenza di ammoniaca), inoltre non è necessario l'uso di acqua aggiuntiva rispetto ad altri sistemi come i depuratori d'aria.